La tabella per il calcolo del valore dell'usufrutto vitalizio, calcolata al tasso che non può essere inferiore al 2,5%, pur essendo oggi il tasso di interesse legale dell'1,60% (dal primo gennaio 2026)
L'usufrutto vitalizio è quello costituito per l'intera durata della vita di una persona, e pertanto si estingue (automaticamente) alla morte dell'usufruttuario, quando il nudo proprietario acquisisce la piena proprietà e la disponibilità del bene.
Il valore dell’usufrutto vitalizio dipende dalle probabilità di sopravvivenza dell’usufruttuario, calcolato sulla base della durata media della vita umana, secondo le tabelle statistiche, e il tasso legale di interesse.
L'usufrutto vitalizio, dunque, vale di più se l'usufruttuario è giovane, e diminuisce di valore con l'aumentare dell'età dell'usufruttuario.
Il valore dell’usufrutto e della nuda proprietà è ricavato in base ai coefficienti periodicamente stabiliti dal Ministero dell’economia e delle finanze in relazione al tasso di interesse legale. Queste tabelle sono dettate ai fini fiscali, ma essendo espressione delle probabilità statistiche di durata residua della vita, sono normalmente utilizzate anche nell’ambito della contrattazione, al fine di definire il rapporto tra il valore della piena proprietà e quello della nuda proprietà oggetto del trasferimento.
Quando cambia il tasso di interesse legale, il Ministero dell’Economia determina i nuovi coefficienti da utilizzare per il calcolo del valore dell’usufrutto vitalizio.
L'usufrutto vitalizio può essere efficacemente utilizzato nell'ambito del passaggio generazionale, grazie allo strumento della donazione con riserva di usufrutto vitalizio a favore del donante.
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