Bilanci societari e perdite di capitale nel periodo di pandemia

Al fine di limitare l’impatto della pandemia sull’operatività delle società, il legislatore è intervenuto con alcune norme che derogano alle regole ordinarie sull’approvazione dei bilanci di esercizio e sulle conseguenze della perdita, parziale o integrale, del capitale sociale.
Anzitutto si prevede la possibilità che l’assemblea ordinaria per l’approvazione del bilancio sia convocata entro centottanta giorni dalla chiusura dell’esercizio, anziché centoventi giorni, in deroga a quanto previsto dagli articoli 2364, secondo comma, e 2478-bis, del codice civile o alle diverse disposizioni statutarie (art. 106, primo comma, del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, cosiddetto Decreto Cura Italia).
Le società di capitali avranno quindi tempo fino al 28 giugno 2020 per l’approvazione del bilancio dell’esercizio 2019. Ciò dovrebbe consentire di redigere i bilanci avendo recuperato, almeno in parte, l’efficienza degli uffici amministrativi o degli studi professionali che le assistono.
Il legislatore ha inoltre previsto la possibilità che l’assemblea dei soci si svolga mediante mezzi di telecomunicazione che garantiscano l’identificazione dei partecipanti, la loro partecipazione alla discussione e l’esercizio del diritto di voto (videoconferenza), senza la necessità che si trovino nel medesimo luogo il presidente e il segretario (art. 106, secondo comma, del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, cosiddetto Decreto Cura Italia). Le assemblee si possono dunque svolgere senza alcun contatto tra le persone, e senza necessità di spostamento.
Le società a responsabilità limitata possono infine consentire, anche in deroga a quanto previsto dall’articolo 2479, quarto comma, del codice civile e alle diverse disposizioni statutarie, che l’espressione del voto avvenga mediante consultazione scritta o per consenso espresso per iscritto (art. 106, terzo comma, del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, cosiddetto Decreto Cura Italia).
Regole specifiche sono previste per le società quotate in mercati regolamentati.
Ancora più rilevanti sono le disposizioni che sospendono temporaneamente l’applicazione delle norme relative alla perdita, parziale o integrale, del capitale sociale (art. 6 del decreto legge 8 aprile 2020, n. 23, cosiddetto Decreto Liquidità).
A decorrere dal 9 aprile 2020 e fino al 31 dicembre 2020, per le fattispecie verificatesi nel corso degli esercizi chiusi entro la predetta data, non si applicano:
- le norme che, in caso di perdita superiore al terzo del capitale sociale, impongono all’assemblea che approva il bilancio dell’esercizio successivo di deliberare la riduzione del capitale in proporzione alle perdite accertate, oppure la trasformazione della società (art. 2446, commi secondo e terzo, c.c. e art. 2482-bis, commi quarto, quinto e sesto, c.c.);
- le norme che, in caso di perdita superiore al terzo del capitale sociale, e che riduce il capitale al disotto del minimo legale, impongono di deliberare immediatamente la riduzione del capitale e il contemporaneo aumento a importo non inferiore al minimo, oppure la trasformazione della società (art. 2447 c.c. e art. 2482-ter c.c.);
- le norme in base alle quali la riduzione del capitale al disotto del minimo legale o la perdita totale del capitale determinano lo scioglimento della società, con conseguente apertura della liquidazione (art. 2484, primo comma, n. 4, c.c. e art. 2545-duodecies c.c.).
Per i finanziamenti effettuati a favore delle società nel periodo compreso tra il 9 aprile 2020 e il 31 dicembre 2020, è inoltre sospesa l’applicazione delle norme che prevedono, nella s.r.l., la postergazione del rimborso dei finanziamenti dei soci rispetto agli altri creditori, se concessi in un momento in cui risulta un eccessivo squilibrio dell’indebitamento rispetto al patrimonio netto oppure in una situazione finanziaria della società nella quale sarebbe stato ragionevole un conferimento a capitale (art. 2467 c.c.) e che, nell’ambito della disciplina in materia di direzione e coordinamento di società, estendono l’applicazione di tale regola ai finanziamenti effettuati a favore della società da chi esercita attività di direzione e coordinamento nei suoi confronti o da altri soggetti a essa sottoposti (art. 2497-quinquies c.c.) (art. 8 del decreto legge 8 aprile 2020, n. 23, cosiddetto Decreto Liquidità). Viene così incentivato il finanziamento da parte dei soci alla società.

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