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Mutui sempre più convenienti con i tassi al minimo storico - Il tasso di riferimento della Banca Centrale Europea scende all'1% dal 7 maggio 2009.

I tassi dei mutui continuano a calare. La Banca Centrale Europea ha ridotto il tasso di rifinanziamento principale all'1%, come previsto. Con questo nuovo taglio dello 0,25% il tasso ufficiale fa segnare un nuovo minimo storico dalla nascita dell'euro. Anche l'Euribor, il tasso interbancario a cui sono parametrati la maggior parte dei mutui ipotecari, ha continuato a scendere e rimane allineato a tale valore. Un'ottima notizia per chi ha in corso un mutuo a tasso variabile. Dopo la folle crescita delle rate dello scorso anno, che aveva messo in difficoltà molte famiglie, la forte riduzione degli ultimi mesi rappresenta una vera e propria boccata di ossigeno per il bilancio famigliare. Ricordiamo che nel 2008 il tasso Bce aveva raggiunto il 4,25% (è dunque sceso, fino a oggi, di 3,25 punti percentuali in poco più di sette mesi), e l'Euribor era arrivato al 5,39%.
Oggi stipulare un mutuo per l'acquisto della casa è particolarmente conveniente, e possiamo anche approfittare della situazione del mercato immobiliare, che ha visto una significativa riduzione dei prezzi in molte zone. Certo, le banche sono diventate più attente nella valutazione delle richieste di finanziamento, e difficilmente si riesce a ottenere più dell'80% del valore della casa da acquistare, ma chi ha i requisiti di reddito, e riesce a sostenere almeno una parte della spesa, oggi può accedere al credito a condizioni vantaggiose.
La continua riduzione dei tassi è senz'altro una buona notizia per chi ha in corso un mutuo a tasso variabile, e si era trovato in difficoltà per l'improvviso aumento dei tassi tra il 2007 e il 2008. Oggi le rate sono tornate sostenibili, spesso addirittura al di sotto dell'importo iniziale, e non c'è neppure bisogno di ricorrere al "tetto" fissato dalla legge al 4% per tutto il 2009. I mutui a tasso variabile stipulati negli scorsi anni, che facevano sempre riferimento all'Euribor, stanno beneficiando della sua riduzione. Solo dalla fine del 2008, infatti, le banche hanno iniziato a proporre mutui indicizzati al tasso Bce. L'alternativa tra il tasso Euribor e il tasso Bce deve invece essere offerta da tutte le banche per i mutui a tasso variabile stipulati dal 2009.
Ricordiamo che l'Euribor, o tasso interbancario, è il tasso di interesse applicato dalle banche tra di loro. L'Euribor, insomma, è il tasso applicato da una banca che presta dei soldi a un'altra banca. La situazione dell'Euribor si è normalizzata dopo un lungo periodo in cui era rimasto molto più alto del tasso Bce, un'anomalia dovuta alla mancanza di fiducia delle banche nei confronti delle altre banche. La grande incertezza sulla reale esposizione delle singole banche ai cosiddetti "titoli tossici", cioè quei titoli che hanno perso gran parte del loro valore in seguito alla crisi dei mutui subprime e all'ondata di fallimenti degli istituti bancari e finanziari americani, ha fatto sì che le banche italiane preferissero depositare i propri soldi presso la Banca Centrale Europea, ottenendo un rendimento più basso, pur di non rischiare a prestarli a un'altra banca. Ecco perché l'Euribor era rimasto per diversi mesi molto alto, nonostante la progressiva riduzione del tasso ufficiale. Oggi i due tassi si sono riavvicinati, per il ritorno di una certa fiducia sui mercati interbancari, anche grazie agli interventi statali di garanzia.
Rimane comunque la preoccupazione per la causa primaria della progressiva riduzione dei tassi di interesse, cioè la crisi economica. La riduzione, infatti, rappresenta una risposta inevitabile alla crisi finanziaria globale, che ha provocato il crollo delle borse in tutto il mondo. La riduzione dei tassi dovrebbe aumentare la liquidità del sistema creditizio, cioè delle banche, e quindi delle imprese e delle famiglie, favorendo la ripresa economica. Vengono penalizzati, invece, i risparmiatori, che ottengono un rendimento sempre più basso dal denaro investito. Anche l'inflazione, peraltro, è scesa notevolmente, quindi i rendimenti reali non si ridurranno di molto. In questo momento, d'altronde, più che il rendimento è opportuno guardare alla sicurezza del capitale, e per questo chi dispone di liquidità sta guardando sempre di più all'investimento immobiliare, approfittando anche del calo dei prezzi.
Il mercato immobiliare non è rimasto indenne dalla crisi globale, ma si conferma essere la scelta più sicura per chi ha dei capitali da investire. Nel momento in cui gli investimenti finanziari, di qualsiasi genere, non solo non danno alcun rendimento, ma espongono a gravi rischi anche il capitale investito, sono in tanti a guardare, come bene rifugio, agli immobili, che sono destinati a mantenere il loro valore (soprattutto se si sceglie con cura la posizione e le caratteristiche) e garantiranno, come sempre, una buona rivalutazione nel lungo termine.
Uscire dalla crisi richiederà tempo. Nel frattempo abbiamo avuto la dimostrazione che il mercato ha bisogno di regole, e di qualcuno che le faccia rispettare. Negli anni delle vacche grasse, molti si erano illusi che il mercato potesse autoregolarsi, senza interventi esterni, e adesso ne stiamo pagando le conseguenze. In realtà la storia ci ha sempre insegnato che il mercato nasce con le regole, e non c'è mercato senza regole. Che devono essere chiare, certe, e uguali per tutti.