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L'aumento delle imposte su eredità e donazioni è sempre più probabile
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Tornano insistenti le voci sull'aumento delle imposte sull’eredità e sulle donazioni, che secondo alcuni potrebbe essere previsto già nella manovra correttiva da 3,4 miliardi di euro che l'Unione Europea ha chiesto al nostro Governo nell'ambito dell'aggiustamento dei conti pubblici, al fine di ridurre il deficit strutturale.
In ogni caso l'aumento delle imposte sull’eredità e sulle donazioni è considerato da tutti molto probabile.

Una proposta di legge in tal senso era già stata presentata in Parlamento lo scorso anno. Quella proposta prevedeva l'aumento delle aliquote dell'imposta sulle successioni e le donazioni, la riduzione sostanziale della franchigia per i figli e il coniuge, e l'abrogazione dell'esenzione prevista attualmente per la successione dei titoli di Stato.

Si sta prendendo in considerazione anche una modifica delle norme che oggi prevedono un’esenzione totale per il trasferimento dell’azienda o delle partecipazioni sociali dai genitori ai figli, ricorrendo determinati presupposti.

Appare dunque sempre opportuno considerare la possibilità di anticipare il passaggio generazionale, almeno per alcuni beni, riducendo così in modo significativo il carico fiscale. Per le aziende e le partecipazioni sociali, in particolare, il vantaggio appare notevole, per chi riesce a sfruttare l’esenzione totale prevista dalla legislazione vigente.

La scadenza, però, si sta avvicinando, quindi non c’è tempo da perdere. Molte famiglie hanno già iniziato a pianificare l’operazione, e diversi trasferimenti sono già avvenuti lo scorso anno e negli ultimi mesi.

Lo strumento più frequentemente utilizzato è la donazione con riserva di usufrutto vitalizio, ma nel caso delle partecipazioni sociali si possono prendere in esame altre soluzioni, in base alle specifiche esigenze della famiglia.

Oggi, infatti, la tassazione della donazione in linea retta, cioè dai genitori ai figli, risulta particolarmente conveniente, se paragonata alla media degli altri Stati dell’Unione Europea.

E’ infatti prevista una franchigia (cioè una soglia di esenzione) per l’imposta di successione e donazione di un milione di euro per ciascun erede o donatario, che non esiste in alcun altro paese dell'unione europea. Ciò significa che una donazione del valore di un milione di euro dal padre al figlio oggi non è soggetta all’imposta di successione e donazione, e se anche domani, come è probabile, l’importo della franchigia dovesse essere notevolmente ridotto, ciò non avrà alcun effetto sulle donazioni già avvenute (che non potranno più essere tassate), ma solo sui beni eventualmente rimasti di proprietà del donante, che saranno tassati nell’ambito della futura successione.

Se si supera la soglia di esenzione di un milione di euro, oggi l’imposta di successione e donazione è oggi del 4%, ma si ipotizza un aumento all’8% (se non al 10%), che resta comunque inferiore alla media europea. Oggi la donazione appare dunque conveniente anche per i beni di valore superiore al milione di euro, dato che il 4% che si pagherebbe oggi risulta vantaggioso rispetto a quanto si pagherebbe domani, nell’ambito della futura successione.

In molti casi, inoltre, il meccanismo della riserva di usufrutto vitalizio (che tutela il donante consentendogli di mantenere il controllo del bene anche dopo la donazione) consente un ulteriore risparmio significativo, perché le imposte non si applicano sull’intero valore del bene donato, ma su una sua percentuale che dipende dall’età del donante.

Per quanto riguarda i beni immobili, infine, ci possiamo avvantaggiare dell’applicazione delle imposte sul valore catastale, che oggi è ancora, nella maggior parte dei casi, molto basso rispetto al valore reale. Ricordiamo infatti che nei prossimi anni è previsto un incremento dei valori catastali degli immobili, per avvicinarli ai valori di mercato.

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