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La detrazione degli interessi sul mutuo per la costruzione o la ristrutturazione dell'abitazione principale
Accanto all'agevolazione concessa per il mutuo destinato all'acquisto della prima casa, la legge prevede un regime fiscale agevolato anche per chi stipula un mutuo per la costruzione o la ristrutturazione dell'abitazione principale. Le regole, però, sono differenti, e diverso è anche l'importo massimo della detrazione.

Chi ha contratto un mutuo ipotecario per la costruzione o la ristrutturazione della propria abitazione principale può detrarre dalle imposte sui redditi il 19%, degli interessi passivi e oneri accessori pagati in dipendenza del mutuo, sino ad un importo di euro 2.582,28 (art. 15 comma 1-ter d.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917, e d.m. 30 luglio 1999, n. 311). Il risparmio che si può ottenere può quindi raggiungere 490 euro per ogni anno di durata del mutuo. Tra gli oneri accessori rientrano l'imposta sostitutiva pagata sul mutuo, le commissioni bancarie, le spese di istruttoria e di perizia e le spese notarili. I mutui per la costruzione o ristrutturazione non hanno beneficiato dell'aumento della detrazione fino a 4.000 euro, concesso dalla legge finanziaria per il 2008 ai soli mutui contratto per l'acquisto della prima casa. In caso di contitolarità del contratto di mutuo, ciascuno dei mutuatari può detrarre la propria quota, e il limite si riferisce all'ammontare complessivo degli interessi e oneri accessori. La stessa regola si applica quando sono stipulati più contratti di mutuo.

La legge prevede espressamente la detrazione per i mutui, garantiti da ipoteca, contratti per la costruzione di una nuova casa, oppure per la ristrutturazione edilizia di un'abitazione già esistente (e precisamente per gli interventi di cui all'art. 31, primo comma, lettera d, della legge 5 agosto 1978, n. 457, che comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell'edificio, la eliminazione, la modifica e l'inserimento di nuovi elementi ed impianti). E' quindi necessario che la natura dei lavori risulti espressamente dal permesso di costruire o dalla denuncia di inizio attività, o in mancanza sia rilasciata un'analoga dichiarazione sottoscritta dal responsabile dell'ufficio tecnico del Comune.

Deve comunque trattarsi di un'immobile da adibire ad abitazione principale del mutuatario, cioè a sua dimora abituale. A tal fine rilevano le risultanze dei registri anagrafici o l'autocertificazione effettuata ai sensi della legge 4 gennaio 1968, n. 15, con la quale il contribuente può attestare anche che dimora abitualmente in luogo diverso da quello indicato nei registri anagrafici. La definizione di abitazione principale, dunque, è diversa da quella di "prima casa" dettata dalla legge per quanto riguarda le agevolazioni sull'acquisto. Da ciò deriva che è possibile usufruire della detrazione degli interessi del mutuo anche quando si è già usufruito delle agevolazioni prima casa per l'acquisto di altro immobile. L'unica condizione richiesta dalla legge è che l'abitazione costruita o ristrutturata grazie al mutuo sia destinata ad abitazione principale del mutuatario, e che questo sia il possessore dell'unità immobiliare a titolo di proprietà o altro diritto reale.

La stipula del mutuo deve avvenire necessariamente nei sei mesi precedenti, oppure nei diciotto mesi successivi all'inizio dei lavori di costruzione o ristrutturazione (quest'ultimo termine è stato portato da sei a diciotto mesi, dal 1 dicembre 2007, dall'art. 44, comma 4-ter, del d.l. 159/2007, introdotto dalla legge 222/2007). La casa costruita o ristrutturata deve essere adibita ad abitazione principale del mutuatario entro sei mesi dalla fine dei lavori, risultante dall'apposita dichiarazione presentata al Comune.

E'opportuno che la finalità del mutuo risulti espressamente dal contratto, ma in mancanza è sempre possibile ricorrere all'autocertificazione.
Possiamo detrarre il 19%, degli interessi passivi e oneri accessori, sino ad un importo di 2.582,28 euro.

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