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La trascrizione dell’accettazione di eredità
La legge stabilisce che l’accettazione dell’eredità deve essere trascritta nei registri immobiliari. Se l’eredità comprende beni immobili è necessario che chiunque, prendendo visione di tali registri pubblici, sia in grado di verificare la proprietà di un immobile ripercorrendone la storia non solo quando è stato venduto o donato, ma anche quando è caduto in successione.

Data l’impostazione personale dei nostri registri immobiliari (una scheda per ogni persona) è essenziale, per poter ricostruire la legittimazione di chi si afferma proprietario, poter verificare i singoli passaggi, come gli anelli di una catena, fino a risalire all’acquisto avvenuto oltre vent’anni prima. E’ questo, infatti, il termine previsto per l’usucapione, che equivale alla certezza della proprietà. Se non fosse eseguita la trascrizione dell’accettazione di eredità, mancherebbe un anello della catena, e non sarebbe possibile completare l’indagine.

La trascrizione dell’accettazione espressa di eredità non presenta particolari problemi, perché viene sempre eseguita dal notaio che riceve l’atto.

L’accettazione tacita, invece, è stata in alcuni casi trascurata perché deriva da un atto (di solito la vendita di un bene immobile ereditario) che può essere compiuto anche a parecchi anni di distanza dalla successione, quando ormai l’erede dà per scontato il suo diritto di proprietà su quei beni. La legge, però, impone sempre di trascrivere. Anche in questo caso, il notaio provvede a eseguire la trascrizione e a versare l'imposta dovuta dall'erede.

La trascrizione deve in questo caso essere eseguita in base allo stesso atto di vendita, ed è importante che ciò avvenga nell’interesse dell’acquirente. La legge infatti prevede che la trascrizione del suo acquisto sia inefficace sino a quando sarà trascritta anche l’accettazione tacita dell’eredità da parte del venditore. In mancanza di quest’ultima trascrizione, l’acquirente potrebbe vedersi privato dell’acquisto nel caso in cui dovesse risultare che il venditore non era il vero erede (o comunque non era l’unico erede), magari in seguito alla scoperta di un testamento o al suo annullamento. Se la trascrizione è stata regolarmente eseguita, tali vicende non pregiudicano l’acquirente in buona fede. Ecco perché è importante, per l’acquirente, curare la trascrizione dell’accettazione tacita di eredità.

Se poi, contestualmente all’acquisto, viene stipulato un mutuo ipotecario, anche la banca deve preoccuparsi che l’accettazione sia regolarmente trascritta, perché in mancanza di questa formalità anche l’ipoteca rischia di essere inefficace.

Altre informazioni sull'accettazione tacita di eredità
L’accettazione dell’eredità deve essere trascritta nei registri immobiliari.

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