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L’accettazione dell'eredità con beneficio d'inventario
Chi è chiamato all’eredità di solito è un parente stretto del defunto, e quindi è a conoscenza della sua situazione finanziaria. Se il valore del patrimonio ereditario è superiore all’ammontare dei debiti, può accettare l'eredità senza alcun problema. Se invece sa che i debiti sono superiori al valore dei beni lasciati dal defunto gli conviene rinunciare all’eredità. Può accadere, però, che l’erede designato abbia dei dubbi sulla reale consistenza del patrimonio ereditario, e per non rischiare il proprio patrimonio personale potrebbe decidere di rinunciare. Come abbiamo visto, infatti, quando il patrimonio ereditario non è sufficiente, l’erede è tenuto a pagare i debiti di tasca propria. Dato che lo Stato ha interesse che vi sia sempre un erede, la legge ha previsto una soluzione alternativa all’accettazione e alla rinuncia, una specie di via di mezzo tra queste due possibilità, l’accettazione con beneficio d'inventario.

Con l'accettazione beneficiata l'erede è tenuto a pagare i debiti del defunto solo entro il valore dell'eredità, quindi non espone ad alcun rischio il proprio patrimonio personale.

Come abbiamo visto l’erede designato, se è in possesso dei beni ereditari (anche uno solo), deve prendere una decisione entro tre mesi dalla morte, altrimenti si considera erede puro e semplice. Quindi, se vuole accettare con beneficio di inventario deve fare l’inventario dell’eredità entro tre mesi.

L’inventario si fa con l'intervento di un notaio designato dal defunto o, in mancanza di designazione, scelto direttamente dalla parte che procede all'inventario, oppure nominato dal Tribunale, se sono stati apposti i sigilli all'eredità. In questo caso, peraltro poco frequente, occorre presentare un ricorso al Tribunale, nel quale si può indicare un notaio di fiducia.

Nell’inventario si devono indicare tutti i beni di proprietà del defunto, i crediti e i debiti di cui si è a conoscenza. Per i beni mobili bisogna indicare anche il valore, e a tal fine si fa intervenire all’inventario un perito scelto dall’erede. Dopo l’inventario l’accettazione beneficiata deve essere formalizzata con una dichiarazione fatta con atto notarile (o nella cancelleria del tribunale) entro quaranta giorni. In caso contrario l’erede perde il beneficio della limitazione di responsabilità.

Se invece il potenziale erede non è in possesso dei beni ereditari, ha dieci anni di tempo per decidere se accettare o meno l’eredità, quindi l’accettazione con beneficio di inventario può essere fatta entro lo stesso termine. Dopo l’accettazione, però, deve fare l’inventario entro tre mesi, se vuole conservare la limitazione di responsabilità.

Tutti i chiamati all’eredità possono scegliere di accettare con beneficio di inventario. Ce ne sono alcuni, invece, che possono accettare le eredità solo in questo modo. La legge consente agli incapaci (minori di età, interdetti, inabilitati) di accettare l’eredità solo con beneficio di inventario, per garantire l’integrità del loro patrimonio. Ogni altra forma di accettazione, espressa o tacita, non sarebbe valida. Ricordiamo inoltre che prima di accettare o rinunciare all’eredità i genitori o il tutore devono chiedere l’autorizzazione al tribunale.

Anche le associazioni, le fondazioni e le persone giuridiche in genere (a eccezione delle società) possono accettare l’eredità solo con beneficio di inventario.
Con l'accettazione beneficiata l'erede è tenuto a pagare i debiti del defunto solo entro il valore dell'eredità.

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